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Ciao a tutti! Benvenuti nel mio blog personale!
Mi chiamo Natalia Katalova!
Sono russa, «a me me piace ‘o blues» e amo il mix delle lingue e culture differenti.

In questo periodo studio l’italiano e faccio i primi passi nell’insegnamento della lingua russa per gli stranieri.

La strada verso il mondo italiano.

Tutto è iniziato quando sono arrivata in italia la prima volta. E mi sono innamorata… sul serio.
Da quel momento comincia una delle più difficili relazioni amorose nella mia vita.
Relazione con la lingua italiana.

La mia strada verso il mondo italiano era molto tortuosa.

Il primo problema con cui mi sono imbattuta era una grande quantità di informazioni, in cui sono annegata.
Internet mi ha concesso i megabyte di materiale gratuito, mille metodi, insegnanti, scuole e opportunità per imparare la lingua italiana, ma non sapevo da dove cominciare, come utilizzare correttamente tutti questi materiali didattici e quale metodo scegliere. Ho avuto il sovraccarico di informazioni.

Non ero in grado di organizzare i miei studi da sola. Non avevo un sistema e uno scopo che mi avrebbe motivato e ispirato.
Volevo solo conoscere la lingua italiana. Ma perché? Per che cosa?
Non capivo che la conoscenza di una lingua non è l’obiettivo. Questo è solo uno strumento, un mezzo per raggiungere un obiettivo.

Facevo spesso la pigra e cercavo scuse per non fare nulla.
Mi sono lamentata per la mancanza di tempo, ho confrontato il mio livello di base con il livello medio o addirittura con il livello avanzato di qualcuno, dicendo che non ho un talento per le lingue.

Per essere onesta, ho iniziato e ho smesso di imparare l’italiano un sacco di volte. È stato molto difficile farmi fare qualsiasi cosa, senza sostegno e controllo da parte di qualcuno e non essendo in un ambiente linguistico.

Ma si è scoperto che l’ambiente linguistico è possibile creare senza lasciare la casa. Così, nella mia vita è cominciata a suonare una nuova musica che non avevo mai sentito prima, sono apparsi i libri che non ho letto e i film che non ho visto. Su YouTube ho trovato i blogger italiani e mi sono approfondita nell’umorismo italiano.

Finalmente ho trovato l’obiettivo. Volevo parlare, leggere, scrivere in italiano. La pigrizia è stata sconfitta.
Perché quando sai dove stai andando, trovi e il tempo, e la forza.

Però non mi sono abituata a parlare in una nuova lingua. Sono un’introversa e perfino un pensiero di conversare su skype con uno sconosciuto, mi ha fatto avere paura. La barriera linguistica sembrava grande quanto l’Everest.

I miei primi dialoghi con madrelingua italiana sono stati veramente terribili. Mi vengono i brividi dai ricordi.
Sono stata molto nervosa e non ho potuto connettere due parole.
Ho confuso i tempi verbali, ho usato le parole in contesti sbagliati, ho mangiato le consonanti doppie, così i significati delle parole sono completamente cambiati e sono capitata in situazioni assurde.

Ero troppo timida per il mio accento, e anche se sapessi come dire correttamente, preferirei tacere piuttosto che parlare. Avevo paura di cadere in smarrimento, sbagliarmi, fare un errore, sembrare stupida.

Ma nessuno è perfetto! Tutti capiscono che non sei un robot, e una persona si può sbagliare. E come dimostra la mia esperienza — la maggioranza della gente è normale, e non ride degli errori e l’accento.
Le persone sono tolleranti agli sbagli, hanno una quantità enorme di pazienza e sono pronti ad aiutare! E questo è fantastico!
E mi sento molto fortunata che ho conosciuto queste persone. Senza il loro sostegno, avrei già perso interesse per lo studio e avrei abbandonato tutti i miei libri italiani a prendere polvere sullo scaffale.

A dire la verità non ho scoperto il talento per le lingue dentro di me. A volte piango e soffro sul congiuntivo, il mio accento non è sparito e ogni tanto uso il linguaggio della danza, quando mi manca il vocabolario. Ma mi sono rassegnata al fatto che il mio italiano non sarà mai perfetto. Anche un madrelingua non conosce la sua lingua perfettamente. Posso studiare l’italiano tutta la mia vita, ma non lo imparerò mai, perché non ha fine.

E tuttavia, dopo aver attraversato tutto questo, posso dire con certezza che io nemmeno per un secondo non sono rimasta delusa in questa meravigliosa lingua. L’italiano è ciò che voglio studiare, sviluppare seriamente. Io voglio vivere in questa lingua. E spero che con il tempo il mio «nataliano» si transformi in italiano.